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Juri Lertora
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Agosto 7, 2023

Marco Corrado si racconta a Calcio Spezzino

La bella intervista con il tecnico spezzino

Marco Corrado, allenatore della prima squadra della Santerenzina, si è raccontato sulle nostre pagine dove ha parlato della società del presidente Pardini, del calcio giovanile e delle sue esperienze nel calcio dilettantistico ligure e toscano. Ecco le parole in esclusiva per Calcio Spezzino.

Dopo anni in cui hai girovagato tra la Liguria e la Toscana negli ultimi anni sei tornato a casa nella Santerenzina. Come mai questa scelta?
"La scelta è stata dettata da diversi motivi, in primis dopo 4 anni fuori veramente intessi e ricchi di chilometri e lontananza dalla famiglia volevo avvicinarmi come distanza anche se ad oggi ho moltiplicato gli impegni seppur a 3 minuti da casa. Perchè la Santerenzina? Dopo l'esperienza Giovanile a Margine Coperta mi si è aperto un mondo dove si poteva provare a fare settore giovanile partendo dalle competenze degli staff e dal lavoro sul campo prima della qualità delle squadre di per sè. Quindi ho chiamato il Presidente Pardini e l'amico Stefano Bonomi, ho radunato alcuni amici come Bordino, Sabatelli, Vaccarezza e Ciccio Quaranta e dopo un incontro subito post covid abbiamo dato vita al progetto Santerenzina che per i primi 2 anni mi ha visto lontano dal campo come allenatore, dopo due stagioni tra Seravezza e Capezzano piu una seppur in maniera remota gestione del settore ho deciso con invito di Bordino e Sabatelli di allenare la Santerenzina Prima squadra e dedicarmi 100% ai bianco verdi. Pertanto eccoci qui al secondo anno da mister e al quarto nella famiglia Sante, la mia esperienza più longeva".

Come hai trovato il calcio spezzino, sia quello dei grandi sia in quello del settore giovanile
"Ho trovato un calcio dei grandi povero di risorse seppur con grande impegno di alcune società mentre altre con potenzialità importanti le ho viste poco lungimiranti nel credere davvero nel proprio settore giovanile che permetterebbe di ridurre i costi e aumentare a mio avviso le soddisfazioni. Quello dei giovani l'ho visto e lo vedo veramente ad un livello non proprio  splendente. E un calcio sempre più invaso dai genitori che non rispettano i ruoli e credo sarebbe il caso di riflettere e di  accanirsi meno alle partite e dare meno spazio ai tornei estivi "freelance",  che generano competizione spasmodica ma poca competenza e zero crescita anche se  apprezzo chi con grandi  idee e sforzi li organizza. Una volta i tornei estivi erano quelli dei rioni, dei quartieri, delle contrade, delle borgate, degli stabilimenti e vi partecipavano i giocatori dilettanti adulti, mi piacerebbe si tornasse a questo per far riposare i ragazzi uno o due 2 e farli tornare al campo dalle loro società, dai loro mister, dai loro compagni con grande voglia e non saturazione".

Dopo la salvezza della scorsa stagione quest'anno che Santerenzina sarà?
"La salvezza è stata a mio avviso miracolosa e costruttiva per come è venuta. Senza nascondermi devo dire che eravamo partiti con altre ambizioni ma gli incidenti di percorso hanno fatto navigare la nave in una grande tempesta ma inserendo tantissimi "marinai". giovani del nostro settore e con l'aiuto di un gruppo davvero coeso abbiamo portato la nave in porto. Quest'anno le ambizioni sono ben diverse:  partiamo per crescere ancora come filosofia, abbiamo ringiovanito la rosa in maniera incredibile, inserito giovani di potenziale talento che dovranno recuperare condizione fisica e dimostrare insieme al vecchio gruppo di poter stare bene in questa categoria. Chiaramente portando la nave nel porto della salvezza il prima possibile".

La società come ha lavorato sul mercato?
"Ha lavorato al massimo delle potenzialità senza avere potere economico quindi direi che il DS Bordino ha fatto le vere nozze coi fichi secchi come molte realtà di questo campionato. Ad oggi ci manca ancora un difensore centrale che stiamo cercando però credo che di meglio non si potesse fare".

Tornando indietro nel tempo quale società in cui sei stato che ricordi con più affetto e perché
"Domanda scomoda anche perchè se non rompo prima della fine, è successo in sole due occasioni, dove arrivo in fondo mi trovo bene ovunque però ti dirò 3 realtà a pari merito per par condicio: Genova Calcio ,  un esperienza incredibile interrotta dal covid, la gente seppur forestiero mi ha, anzi ci ha con Vaccarezza, trattato come principi e il presidente Vacca in un momento difficile coma la pandemia con noi è stato un signore, chapeau. Il Real Valdivara, che mi ha dato la possibilità di allenare in eccellenza per la prima volta e regalarmi ad oggi le emozioni più intense della mia carriera. Il Canaletto Sepor, perchè tra giocatore ed allenatore è la società che ho vissuto di più, ben sette anni di ricordi ed emozioni".

Ultima domanda sul calcio giovanile: cosa serve per migliorare questo importante settore del calcio?
"Qui si potrebbe non finire mai. Sinteticamente far capire ai genitori, ad alcuni allenatori e ad alcune società,  che fino all'attività agonistica il risultato non conta davvero ma conta la prestazione singola e singola nel gioco di squadra. Le medaglie al petto dei tornei nella scuola calcio fanno aumentare le quote ma non le qualità futuristiche di una società, quindi in conclusione la prima regola sarebbe limitare il numero dei tesseramenti per categoria (fino ai pulcini max 2 squadre per categoria e dagli esordienti in poi 1 squadra unica di max 25 tesserati), dopodiché scegliere i mister per competenze e non per transumanza di giocatori- bambini".

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Scritto Da: Juri Lertora

Ho collaborato con il Notiziario del Calcio, Il Secolo XIX, La Nazione, Piccolo di Trieste e Corriere dello Sport edizione romana. Da poco collabora con calciospezia.it
Non mi piace solo il calcio, amo lo sport in generale e motociclismo e basket completano le mie passioni sportive.

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